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sbiancamento dentale a casa

Il sorriso riveste un’importanza sociale elevata, esprime comunicatività ed è uno degli elementi fondamentali che influenzano la prima impressione che suscitiamo negli altri. È importante nella vita di coppia potersi proporre con un aspetto gradevole e curato.

La dentatura è testimone dello stato della salute (le malattie delle gengive colpiscono oltre il 70% della popolazione) e un bel sorriso è il nostro miglior biglietto da visita e non si limita ai denti bianchi ma vuol dire soprattutto avere denti e gengive sane con denti ben allineati. Il sanguinamento gengivale, che esprime la fase iniziale della malattia parodontale (piorrea), è sempre sottovalutato dal paziente quindi è fondamentale far eseguire periodicamente la rimozione del tartaro e controlli radiografici dall’igienista dentale che segnalerà al dentista sintomi di malattie gengivali o dentali o la presenza di carie allo stadio iniziale. Sarà quindi possibile eseguire una diagnosi accurata ed una migliore pianificazione delle cure. Questo per il paziente si traduce in una prevenzione efficace e in un notevole risparmio di tempo e di denaro.
Naturalmente l’igiene domiciliare quotidiana correttamente eseguita ha un’importanza capitale per il mantenimento della salute e dell’estetica del sorriso. Oggi è molto richiesto lo sbiancamento dentale che permette di ottenere un sorriso splendente. Lo sbiancamento dentale è un trattamento odontoiatrico cosmetico finalizzato al miglioramento del colore dei denti. Il colore dei denti è condizionato da tre parametri: tinta, croma e valore.

La tinta è il colore vero e proprio ed è determinata dal colore della dentina. Il croma è il livello di saturazione d’intensità della tinta, ad esempio un arancione può essere più o meno intenso. Il croma cambia con l’età del dente e con lo spessore dello smalto. Nello stesso dente di un soggetto infatti il croma cambia se osserviamo il colletto del dente o il suo margine incisale. Il valore è il grado di luminosità del colore ed è determinato dallo spessore dello smalto. Più il colore tende al bianco maggiore sarà il suo valore. Di questi tre parametri il valore è quello che viene modificato maggiormente dallo sbiancamento dentale facendo risultare il dente più luminoso e brillante.
Il colore dei denti è una caratteristica ereditaria che nel tempo viene modificato da più fattori: età, livello di igiene orale, uso di tabacco, abitudini alimentari, antibiotici come le tetracicline assunte prima o durante la dentizione definitiva. Il trattamento sbiancante prevede l’uso di gel a base di perossido di idrogeno o perossido di carb amide a concentrazioni variabili a seconda che il trattamento sia eseguito in una unica seduta in studio con uso di luce al plasma o di luce laser o sia un trattamento domiciliare con l’uso di mascherine. Son possibili anche trattamenti combinati in studio e domiciliari che permettono di intensificare il risultato e mantenere nel tempo un sorriso brillante, luminoso e sempre rinnovato. Per sottoporsi allo sbiancamento è necessaria una visita odontoiatrica che valuterà lo stato di salute dei denti e delle gengive. In questa fase si procede anche ad una ablazione professionale del tartaro. Il trattamento sbiancante non è efficace sulle otturazioni e sulle corone e talvolta può provocare delle transitorie sensibilizzazioni dentali che sono comunque di breve durata e modesta intensità. L’uso di apposite dighe adesive collocate dall’igienista sulle gengive ed alla base del dente riduce il rischio di fastidi successivi al trattamento.
Lo sbiancamento è un trattamento medico e va eseguito su precise indicazioni e con professionalità per dare al paziente il risultato migliore senza danni collaterali. È sconsigliato in gravidanza. Il trattamento sbiancante va ripetuto ad intervalli di tempo regolari, secondo le prescrizioni dell’odontoiatra; in media ogni 18-24 mesi. Non ci si deve far attrarre da prezzi low-cost e dalla velocità dei servizi ma è doveroso verificare la qualità di cosa si acquista. Potremo così sorridere, felici delle nostre scelte.

Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista Dirigenti Nordest di luglio-agosto-settembre 2016

 

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