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impianti osteointegrati dentali

L’implantologia dentale rappresenta un trattamento valido ed affidabile per i pazienti ai quali mancano i denti. Gli impianti dentali sono delle radici artificiali, generalmente in titanio, che vengono inserite dal dentista nell’osso dei mascellari al posto delle radici dei denti naturali che si sono persi. Il dentista applica a queste radici artificiali i denti protesici permettendo così al paziente di avere una dentatura fissa che realizza ottimi risultati sia da un punto di vista estetico che funzionale.

È necessario pianificare con molta attenzione un trattamento implantoprotesico per ottenere i risultati desiderati e ridurre e possibilmente annullare le complicanze. La prima cosa da fare è la valutazione dello stato di salute generale del paziente in relazione alla sua età. Se lo stato generale della salute lo permette, non ci sono limiti di età per eseguire un impianto dentale in un adulto, ma nonsi possono eseguire impianti in pazienti che non abbiano completato la crescita dei mascellari e cioè fino ai 20-25 anni. Si procede quindi con la valutazione della quantità e qualità dell’osso residuo. È infatti intuitivo che, per posizionare degli impianti dentali endo-ossei, ci debba essere sufficiente osso. È però necessario che la quantità dell’osso “impiantabile” abbia una larghezza di almeno 3-4 mm superiore al diametro dell’impianto che si vorrebbe usare ed abbia una altezza di almeno 8-10 mm.

Oggi con le nuove tecniche diagnostiche e i nuovi approcci chirurgici guidati e mini invasivi possiamo individuare quasi sempre porzioni d’osso idonee all’implantologia e progettare un programma protesicamente guidato. E’ fondamentale posizionare gli impianti seguendo una pianificazione protesicamante guidata, così gli impianti saranno nella giusta posizione e con le corrette inclinazioni rispetto ai denti che dovranno essere confezionati. La qualità dell’osso è variabile. Con le nuove tecnologie diagnostiche possiamo individuare e selezionare dove l’osso del paziente è migliore per l’implantologia ed utilizzare quella porzione di tessuto osseo per una migliore prognosi ed un miglior risultato. Va detto che l’osteoporosi generalmente colpisce le ossa lunghe e risparmia le ossa dei mascellari permettendo pertanto l’uso terapeutico degli impianti anche alle donne in menopausa in presenza di osteoporosi.

L’intervento per il posizionamento degli impianti dentali viene generalmente eseguito in ambienti strutturalmente idonei, con apparecchiature tecnologicamente adeguate e con una strumentazione appropriata che generalmente si trova in uno studio odontoiatrico quando vengano rispettate le corrette procedure di igiene, disinfezione e sterilizzazione. Oggi con le nuove tecniche chirurgiche guidate l’intervento è mini invasivo; basti dire che è possibile posizionare gli impianti senza incidere con il bisturi le gengive. L’evoluzione della forma e delle caratteristiche della superficie degli impianti e gli studi sui processi di guarigione dell’osso hanno permesso di ridurre i tempi del trattamento implanto-protesico, con la possibilità di consegnare al paziente i denti avvitati agli impianti posizionati già poche ore dopo l’intervento. Ciò è possibile solo se si riesce a posizionare l’impianto con una forza di almeno 35N.

Il rischio maggiore per la salute degli impianti è la perimplantite, una malattia infiammatoria che può manifestarsi attorno all’impianto ed il cui primo sintomo è il sanguinamento gengivale spontaneo o quando si puliscono i denti con filo e spazzolino. Porta, se non curata, alla perdita dell’impianto dentale. La migliore prevenzione per evitare l’insorgere della perimplantite è una corretta igiene domiciliare e periodici controlli presso lo studio dentistico. Da parte sua il dentista, nel posizionamento degli impianti e nella costruzione dei denti, deve usare delle specifiche attenzioni per ridurre il rischio di perimplantite al paziente che sta curando. Nello specifico deve posizionare al massimo 6 impianti per arcata quando il paziente è totalmente privo di denti in quell’arcata, e deve accertarsi che la quantità e qualità dell’osso siano adeguate, deve usare degli impianti di ultima generazione con la cosiddetta platform switch e deve usare dei monconi transgengivali (M.U.A.) per connettere i denti agli impianti. Queste precauzioni permettono all’osso di rimanere sano in quanto, durante la fase di costruzione dei denti, il sigillo che si forma fra osso, gengiva, impianto e moncone transgengivale non viene mai rotto e di conseguenza l’ambiente attorno all’impianto rimane sterile e l’osso sano.

Naturalmente il dentista deve costruire denti pulibili dal paziente ma il paziente ha l’obbligo di mantenere la sua salute pulendo correttamente i propri denti. La professionalità del dentista che pianifica le cure dopo un attento esame diagnostico ed usa i protocolli più idonei per quel paziente è alla base del successo che sarà di lunghissima durata se anche il paziente farà la sua parte impegnandosi con una corretta igiene dentale domiciliare e con i necessari controlli presso lo studio che ha eseguito gli interventi.

 

Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista Dirigenti Nordest di ottobre-novembre-dicembre 2018

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