visita dentista denti storti

La presenza di denti non allineati non è esteticamente piacevole ma è anche sintomatica di altre situazioni, come ad esempio la cattiva masticazione con conseguenze che interessano anche l’apparato digerente.

Può derivare da uno stato congenito, in quanto i denti grandi si sviluppano su ossa mascellari o mandipolari piccole e i denti non trovano lo spazio per allinearsi correttamente (tecnicamente vengono definiti “affollati”) oppure può originare da un fattore acquisito, come nel caso di una malattia parodontale dove i denti perdendo sostegno dell’osso e  si muovono in conseguenza della forza della lingua, delle labbra e dei carichi masticatori.  In alcune aree territoriali, come ad esempio il medio-estremo oriente, può anche derivare da cattiva alimentazione nell’età infantile e adolescenziale o dall’abitudine a masticare specifiche sostanze, in particolare alcune specifiche erbe.

I denti affollati nello stato congenito non esprimono una vera e propria malattia ma una condizione che facilita l’insorgenza di malattie a carico:

  • Delle gengive e delle ossa dei masceliari (malattia parodontale o piorrea);
  • Delle articolazioni temporo-mandibolari (artrosi articolare e incoordinazione condilo-meniscale).

Per capire come questo possa accadere basti pensare alla forma del dente e dell’osso che lo sostiene. Il dente ha una forma triangolare con il vertice verso la sua radice. Se mettiamo più denti in fila l’uno vicino all’altro, a causa della loro forma triangolare lasceranno un ampio spazio fra una radice l’altra che verrà riempito nella realtà da osso di sostegno del dente, che risulterà così molto protetto e solido. Nel caso dei “denti storti”,  i denti sono girati e molto vicini fra di loro, così l’osso che li sostiene sarà molto sottile ed i denti di conseguenza risulteranno più deboli.

Inoltre i “denti storti” sono più difficili da pulire di conseguenza si possono ammalare più facilmente sia di carie che di malattia parodontale (piorrea) .

La cattiva posizione dei denti facilita anche l’artrosi delle articolazioni che lavoreranno sotto sforzo in quanto i denti in bocca non si toccano bene. Il danno alle articolazioni è ulteriormente facilitato se il paziente stringe i denti ( para funziona o bruxa).   Se i denti sono diventati “storti” con il passare degli anni, questo è dovuto alla perdita di sostegno parodontale ed è espressione di una malattia conclamata: la malattia parodontale (o parodontite  profonda) o piorrea nell’ultimo stadio della malattia. Il primo segno di questa malattia è il sanguinamento gengivale quando si spazzolano i denti con lo spazzolino o quando si passa il filo interdentale. In questa fase la malattia guarisce perfettamente con “restitutio ad integrum”. Il paziente però non riconosce come segno importante il sanguinamento gengivale, come invece accade quando trova  nelle urine o nelle feci, così si rende conto della gravità solo quando i denti diventano….”storti”.

I denti storti, inoltre, non danno un sorriso piacevole e talora costringono le persone a non sorridere limitando così la loro personalità e la comunicazione non verbale che rappresenta il 70% del nostro modo di esprimerci. La parola o comunicazione verbale rappresenta solamente il 30% del nostro modo di relazionarci con il prossimo.

Cosa fare per correggere i “denti storti” o evitare che si arrivi a questa condizione prevenendola? Innanzitutto prendere coscienza del problema, verificare che le gengive non sanguinino, fare una visita dal dentista.  Le attuali tecniche ortodontiche si possono eseguire a tutte le età, ci sono soluzioni terapeutiche  invisibili dove cioè l’apparecchio ortodontico non si vede pur essendo un apparecchio fisso (tecnica linguale incognito).  Se fossero necessarie cure parodontali è possibile rigenerare i tessuti gengivali ed ossei mantenendo così un sorriso naturale ma soprattutto mantenendo i propri denti.

Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista Dirigenti Nordest di ottobre-novembre-dicembre 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

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