amalgama dentale rischi

L’amalgama è un insieme di metalli costituito da mercurio per il 50% e da una lega di altri metalli formata da argento, stagno per il 48% e da rame. Piombo, palladio e cadmio per il  2%.

Al momento dell’uso si mescola il mercurio con gli altri metalli e l’amalgama è pronta da posizionare in bocca.  È un materiale che è stato usato fin dal 659 d.C. in Cina mentre in Europa si è iniziato ad usarlo nel 1819 d.C.

È ben noto a tutti che il mercurio è un metallo tossico ma si era certi che unito agli altri metalli nell’amalgama fosse stabile. È stato invece dimostrato che, anche dopo essersi indurita l’amalgama continua ad emettere  vapori di mercurio nell’organismo del paziente anche dopo 30 anni.

Grazie a test specifici eseguiti presso laboratori specializzati si sono registrati nelle urine e nel sudore valori di mercurio aumentati proporzionalmente al numero delle otturazioni in amalgama presenti nella bocca dei pazienti  analizzati.   Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) le amalgame dentali sono la fonte principale di esposizione al mercurio per l’uomo.

Meccanismo d’azione: Il mercurio viene rilasciato dalle otturazioni dentali e si accumula nei vari organi: cervello, apparato urogenitale, reni, fegato, cuore ecc. Riesce a superare il filtro placentare e può determinare malformazioni nel feto ed aborto, ed è causa di ridotta fertilità. Le basse dosi di mercurio liberate continuamente negli anni delle otturazioni dentali si accumulano nelle cellule dei vari organi andando ad esaurirne le difese.

Vengono alterate per prime le glicoproteine cellulari denominate HLA (Human Leucocite Antigen) ed ostacolati gli enzimi mitocondriali della respirazione cellulare  riducendo la produzione di ATP  e ciè dell’energia che fa funzionare le cellule.

Si sviluppano così nel corso dei decenni patologie infiammatorie ed autoimmuni. Studi statistici hanno dimostrato che pazienti con più di quattro amalgame sono esposti ad un rischio più elevato di malattie croniche. Per far meglio comprendere quanto sopra possiamo dire  che quegli enzimi che avrebbero dovuto essere consumati durante l’invecchiamento vengono consumati prima e più velocemente dall’azione tossica dell’amalgama.

Molteplici sono le testimonianze, dopo la rimozione delle amalgame di scomparsa dei sintomi quali stanchezza cronica, mal di testa, dolori muscolari, mal di schiena, irritabilità, depressione, intolleranze alimentari, allergie, tachicardia, dolori al petto.

Vi sono anche molteplici testimonianze di miglioramento o guarigioni in molte malattie quali dermatiti allergiche, asma, alopecia, cefalea, candidasi recidivanti, tiroiditi, coliti ulcerose, malattie renali, problemi cardiaci e reumatici, fino ad arrivare al morbo di Alzhaimer, alla sclerosi laterale amniotrofica ed al morbo di Parkinson.

La questione, in relazione alle malattie, resta controversa in quanto a livello scientifico ufficiale non si è ancora dimostrato un rapporto di causa-effetto fra le otturazioni al mercurio e un lungo elenco di malattie. Alcuni governi però hanno già deciso di correre ai ripari. L’Inghilterra ha suggerito che non vengano usate amalgame nelle donne incinte. Una simile indicazione è stata data anche da Germania,Canada, Svezia,Francia,Austria, Danimarca, Finlandia, Norvegia e dalla Regione Lombardia.

Lo Stato norvegese nel 2003 ha riconosciuto che il mercurio rilasciato in otturazioni in amalgama contribuisce in maniera importante all’esposizione totale al mercurio da parte della popolazione.                Ha così vietato l’uso dell’amalgama dentale nella popolazione norvegese. Lo Stato svedese, oltre a vietare l’uso dell’amalgama, ha finanziato per il 70% la rimozione delle amalgame esistenti nella popolazione e nelle confezioni di amalgama prodotte in Svezia compare il simbolo del teschio per indicarne la pericolosità. Nel 1980 l’ OMS aveva raccomandato che per le donne in età fertile l’esposizione al mercurio fosse la più bassa possibile perché questo oltrepassa la barriera placentare.

La Degussa, che è una grossa azienda produttrice di amalgama, ha smesso di produrne per la Germania avendo perso una causa indetta contro di lei dall’Associazione Tedesca Vittime dell’Amalgama ed essendo stata costretta a pagare una multa di un milione e mezzo di marchi.

In California dal 7 gennaio 2003 c’è l’obbligo di avvertire i pazienti che l’amalgama provoca esposizione al mercurio, sostanza che causa difetti alla nascita o danni al sistema riproduttivo.  Lo Stato italiano ha recepito con il decreto Ronchi la pericolosità del mercurio ma si è limitato a tutelare l’ambiente. Obbliga infatti il dentista a conservare l’amalgama rimossa in particolari contenitori ed a smaltirla attraverso ditte specializzate come rifiuto tossico e pericoloso.

Cosa fare: “…se hai qualcosa che ti è stato messo in bocca e che non puoi gettare nella spazzatura perché ciò è vietato dalla legge sull’ambiente,  perché continuare ad usarla tenendola in bocca, perché correre questo rischio, perché continuare ad esporsi ad un qualsiasi livello di tossicità del mercurio, se nono si è costretti?…” lo afferma il dott. Boyd (Docente di Biochimica Medica dell’Università del Kentucky USA 1996) ed è espressione di pieno buon senso. Diventa così legittimo far ricorso ai principi di “precauzione” e di “sostituzione”. Dobbiamo sostituire le amalgame esistenti per prevenire danni futuri e per migliorare il nostro stato attuale di salute.

Per eseguire un check-up sullo stato di salute dei nostri sistemi di difesa e per individuare le amalgame da rimuovere si possono eseguire questi esami presso studi medici dotati delle idonee strumentazioni: Vega Test  E.A.V. (elettro-agopuntura di Vali) Patch Test, Test sul galvanismo (amperometro digitale con rilevatore a picco) Test di proliferazione dei leucociti, Mercurio post OMPS (correnti galvaniche intraorali), Mineralogramma, Mercurio salivare.

Esiste uno specifico protocollo per la rimozione delle amalgame. Se infatti queste vengono fresate, normalmente il calore prodotto dalla fresatura libera enormi quantità di vapori di mercurio che andrebbero ad  intossicare ulteriormente l’organismo. Per evitare questo è stato proposto uno specifico protocollo per la rimozione protetta delle amalgame che prevede l’utilizzo, oltre alla diga, di una speciale tecnica di frese, leve e aspiratori specifici. Le amalgame non possono essere rimosse contemporaneamente ma secondo una precisa sequenza temporale.  È opportuno inoltre che il paziente venga preparato con una opportuna dieta e con un idoneo supporto terapeutico.

Con questo articolo non s’intende  imporre dei trattamenti medici ma si fornisce le informazioni affinché ognuno possa decidere per la propria salute.

Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista Dirigenti Nordest di Giugno 2015

 

 

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